Un paese nel cuore: il Giappone (2 parte)

La foto mostra una Torii una porta di accesso ad un luogo sacro (jinja), in genere un tempio scintoista.

Il primo viaggio è stato emozionante e particolare, ho potuto vedere tante cose ed assaporare odori, cibo, suoni, colori del Paese che ho amato e che amo fin da quando ero una bambina, un amore che ritengo un dono di Dio in quanto è nato prima di averlo visitato e confermato dopo averlo potuto fare.
Sono tante le cose che mi hanno colpito, guardavo tutto con lo sguardo stupito e curioso di una bambina, provavo imbarazzo solo quando i ragazzi del nostro gruppo facevano chiasso, cosa cui da noi non avrei dato tanta importanza, ma il popolo giapponese è rispettoso, parla a voce bassa nei mezzi e nei luoghi pubblici, quindi quel chiasso strideva fortemente ed attirava gli sguardi su di noi, comunque sono capitate anche cose divertenti...
Nel nostro giovane gruppo parlavamo poco l'inglese e solo una ragazza stava studiando giapponese all'università, quindi comunicare e comprendere non era proprio facile e finché sei a Tokyo o Osaka, poco male perché trovi le indicazioni riportate con i caratteri latini (romaji) per tradurre la scrittura giapponese, composta da tre tipi di carattere: hiragana (sistema sillabico fonetico usato per le parole giapponesi), katakana (sistema sillabico fonetico usato per scrivere parole straniere, in massima parte dalla lingua inglese) e  kanji (sistema di caratteri cinesi tradotti però differentemente), presenti tutti e tre in un testo. Quando dovevamo comprare i biglietti del treno per scendere in una data fermata dovevamo farlo attraverso le molteplici macchinette automatiche a disposizione, dove non c'erano caratteri romaji, così un giorno abbiamo acquistato i biglietti e siamo andati per timbrarli, ma non venivano accettati, così il controllore, vedendoci in difficoltà, si è avvicinato e, non senza problemi, gli abbiamo spiegato quanto accadeva, lui ha sorriso quindi ci ha fatto comprendere, indicandocela, che avevamo appena acquistato i biglietti per un piatto espresso di spaghetti in brodo, negozietto adiacente alle macchinette!!!

Il Giappone è un paese fantastico, affascinante che ti attrae verso ogni punto in cui punti lo sguardo, ci sono talmente tante cose da vedere che non sai da dove iniziare, mi ha colpito il suo convivere di passato e presente nello stesso istante, puoi trovare i più alti e moderni grattacieli e in mezzo un tempietto scintoista tradizionale, palazzi con appartamenti all'occidentale e complessi di casette indipendenti a schiera, il moderno e l'antico s'incontrano spesso in un'armonia sorprendente e l'agglomerato urbano, molto fitto e ampio, Tokyo è estesa quanto tutto il Lazio, custodisce all'interno spazi verdi bellissimi e molto curati che ti fanno dimenticare che abiti in un'affollatissima metropoli. Noi abbiamo visitato Ueno Park e anche lo zoo in uno dei quartieri, anche se questo termine da noi rimanda ad una zona molto circoscritta e piccola di una città, invece è immenso e molto bello, tanto che, pur camminando a passo svelto, non abbiamo potuto gustarcelo tutto e nel verde non sembrava di essere a Tokyo.

(camminando una chiesetta che ho fotografato al volo, gli altri non volevano visitarla e sola non potevo!)

Visitando Tokyo ho notato l'ottimo funzionamento dei mezzi pubblici, in alcune ore affollatissimi, ma se dicono di arrivare ogni 4 minuti, così è, inoltre convengono, per i giapponesi che fanno gli abbonamenti, non per noi, molto più rispetto alla macchina e non risentono del traffico (umano in alcune ore, come la chiusura degli uffici si, ma in genere confortevoli) e raggiungono anche le zone periferiche. Mi ha colpita la rete numerosa di metro sotterranea, di treni in superficie, all'interno della città di Tokyo, e di treni per raggiungere le altre città, confortevoli, riscaldate d'inverno e con l'aria condizionata d'estate, e intersecate tra loro per raggiungere ogni destinazione, ricordo quando, durante il secondo viaggio, che ho fatto da sola, mi preparavo una o più mete e studiavo il percorso sulle mappe di metro e treni, all'inizio ti prende un colpo, ma una volta compreso come funziona non è difficile, anche se devi attraversare una rete intricata di passaggi dove inserisci il biglietto e lo riottieni dopo che sei passato. Tokyo è vissuta sia in superficie sia a livelli sotterranei, dove trovi tantissimi negozi, che puoi visitare senza dover comprare per forza ed essere "aggrediti" da commesse che ti circondano appena varchi l'uscio, in Giappone entri, ti salutano con un cordiale  いらっしゃいませ!che significa irasshaimase, ovvero benvenuto, prego entri e ti salutano quando esci e nel mentre puoi guardare senza essere disturbato. Anche nei bar, nei ristoranti, nei fast food puoi sostare anche tutto il giorno con il computer portatile, il giornale o un libro e nessuno ti caccia.

Lasciando Tokyo qualche inconveniente nell'organizzazione del nostro compagno di viaggio l'abbiamo avuta, a Kyoto abbiamo alloggiato in un ostello fatiscente, con stanzoni condivisi con tante persone e letti a castello di legno con ospiti indesiderati, gli scarafaggi, e nemmeno un posto per posare in sicurezza il bagaglio, ma la città è splendida davvero, merita una visita approfondita, noi l'abbiamo vista di corsa.
Oltre a Kyoto abbiamo visto di corsa tutto, eccetto Hiroshima, ma a Nara abbiamo visitato un tempio che ha una presenza adorabile, cerbiatti in libertà, abituati al contatto umano, come potrete vedere nelle prossime foto.




Due settimane sono poche per visitare tante città e il Giappone, pur sembrando un piccolo paese, una striscia di terra, è ricco di storia, cultura, tradizioni e abitanti. Visitando il tempio di Nara ho acquistato un sacchetto di biscotti per cerbiatti, era ancora chiuso quando mi sono trovata circondata da così tante bocche all'improvviso che mi sono spaventata e l'ho lanciato in aria....
A Osaka abbiamo visitato il castello, mi sembra proprio quello della prossima foto, ne abbiamo visto più di uno e non ricordo se la foto corrisponde a quello di Osaka e non me lo sono appuntato purtroppo. La foto sembra in bianco e nero, in realtà i colori c'erano ma talmente chiari che lo scanner non li ha rilevati.



Come ho detto le spese grosse del viaggio sono per l'aereo e l'alloggio, se non scegli l'ostello, quello di Tokyo merita, gli altri non lo so, mentre per mangiare te la puoi cavare, alternando i piatti tradizionali (che trovi fotografati nei menù) con i numerosi e variegati fast food, rispetto a noi in Giappone è carne e frutta sono costosi, mentre il pesce, diffusissimo nella loro alimentazione, no, certo ora, dopo il tragico tsunami e l'evento di Fukushima, qualcosa sarà cambiato.
Lo tsunami del 2011 è stato devastante e un dolore grande anche per me, il Giappone è zona sismica, è preparato ad affrontare i terremoti, un 6 della scala Richter che da noi fa un disastro, lì fa vibrare i palazzi, costruiti a norma, ma uno tsunami è un'altra cosa... Fin da bambina apprendevo con preoccupazione di quanto questo paese che amo sia minacciato dalla terra, dal mare, dal cielo, ma quanto accaduto nel 2011 è andato oltre i miei peggiori timori. Il popolo giapponese reagisce con determinazione e unità, cade, si rialza e va avanti, hanno ricostruito strade, case, mentre da noi, a distanza di anni, L'Aquila, per fare un esempio, è ancora transennata e non si sa quando tornerà a vivere, tuttavia le conseguenze di quel disastro le paga ancora a Fukushima, oltre che nei ricordi di coloro che vivevano felici sulla costa spazzata via dalla violenza dell'oceano.

Commenti