Ricordati di... respirare

(immagine presa dal web)

Rieccomi di nuovo qui con voi... è proprio vero il detto "l'uomo propone e Dio dispone", infatti, dopo aver redatto a mente una sorta di scaletta dei post da scrivere senza affanno e in armonia con la mole di lavoro del blog L'Arca di Noè... un nuovo crollo fisico ha smontato i miei piani costringendomi al riposo assoluto... ormai l'ho capito, la vita è così, viene come deve venire, come vuole, inutile fare programmi, eppure quella mania di controllare, di tirare le redini dove e come vogliamo noi non demorde, ci illude di essere preparati, di ridurre e gestire meglio l'ansia del nuovo, invece il vento scompiglia le carte tentando di insegnarci l'esigente lezione del cambiamento, dell'adattarsi, del vivere qui ed ora senza tormentarci troppo con le angustie del domani...

Restare ferma settimane, a letto, non è stato facile, con la testa presa dalle cose da fare, con il pensiero fisso agli animali abbandonati in attesa di adozione, alle 400 mail in attesa, che ora ho timore di vedere a quanto sono arrivate, e con l'ansia del fare a tutti i costi, come se senza la tua vita non avesse valore, senso... ed ecco che la gola si stringe, lo stomaco si raggomitola su se stesso e non riesci a respirare senza avvertire quel dolore: ansia...

Come la maggior parte degli esseri viventi, anche io sono una persona ansiosa, vorrei tanto non esserlo, ma è così, in passato ho sofferto anche di attacchi di panico, un'esperienza terribile, e coincideva con un senso profondo di inadeguatezza, d'inferiorità, d'impotenza rispetto a situazioni percepite oltre la mia capacità di controllarle, di gestirle, unite ad un forte senso di sfiducia nei miei confronti, quando tu, che dovresti per primo credere in te stesso, amarti, sostenerti, prenderti cura di te, diventi il tuo principale nemico, accusatore e, inevitabilmente, vieni meno e crolli davanti alla vita. Credo che ogni persona, almeno una volta nella vita, provi esattamente questa sensazione, volersi bene dovrebbe essere naturale, invece non è così, anzi spesso è un lungo e difficile percorso ad ostacoli dove la meta non sembra mai raggiungibile.

Quando trovi il coraggio di riconoscerti per quello che sei, fragile, impotente, bisognosa di aiuto, cerchi persone e/o percorsi che possano darti gli strumenti per affrontare la tua vita e sviluppare quelle risorse interiori di cui non sei consapevole, ma che ci sono, per riprendere a camminare con maggiore consapevolezza e serenità. Mi ritengo fortunata e sono grata alla mia fragilità, alla mia ipersensibilità, perché mi hanno mostrato il vero volto di me spingendomi a chiedere aiuto ed intraprendere diversi percorsi formativi, nell'arco di 10 anni, che, seppur difficili e dolorosi, mi hanno aiutato a diventare me, quella che sono oggi, anche se l'aiuto più grande e significativo è arrivato attraverso la fede e la grazia di Dio, eppure ci sono molte persone che si trincerano dietro muri enormi e non riconoscono di aver bisogno di aiuto, non lo cercano e continuano a vivere portando dentro e fuori pesi enormi che condizionano la loro esistenza e quella di chi vive intorno, e non è una vita piena e serena...

La prima cosa che ho imparato in quegli anni è la stessa che è alla base di ogni esistenza: respirare...
Respirare è un atto che compiamo senza il controllo della volontà, un atto naturale, ma quando qualcosa ci spaventa o ferisce istintivamente tratteniamo il respiro, riprendiamo ma il respiro si fa superficiale, quel tanto che basta per non morire, questo perché il respirare è strettamente collegato al sentire nel cuore, nel corpo, quelle emozioni difficili, scomode, spiacevoli, provocate da eventi, situazioni e/o persone. 
Bloccando il respiro cerchiamo di proteggerci, ma superato il momento iniziale di sorpresa, anziché trattenere od ostacolare la respirazione, che ci fa male, dovremmo invece respirare profondamente con ritmo sempre più regolare, infatti respiri troppo veloci con la bocca (come durante un attacco di panico), contrariamente a quanto si pensa, riducono la quantità di ossigeno (fondamentale per la vita) e aumentano l'anidride carbonica (prodotto di scarto dell'organismo), quindi ci sentiamo anche fisicamente peggio, mentre respirare (inspirare con il naso ed espirare con la bocca) a fondo e lentamente non solo apporta una migliore quantità di ossigeno, ma rilassa i muscoli (che si irrigidiscono in caso di paura e dolore), riduce progressivamente l'ansia e ci aiuta a sentire meglio, lasciandole scorrere, senza trattenerle, le emozioni che proviamo facendoci sentire meglio, sfogandoci anche in un pianto liberatorio, comunque risvegliando la capacità di affrontare quella determinata situazione.

La vita è un continuo di eventi, situazioni, sorprese, novità, alcune liete altre meno, la vita frenetica di ogni giorno, il caos cittadino, la confusione, la continua sollecitazione di suoni, colori, rumori, i piccoli grandi stress quotidiani ci mettono a dura prova, anche in assenza di grossi cambiamenti (incidenti, lutti, malattia,...), corriamo continuamente da un impegno all'altro, da un punto all'altro della città, e viviamo di corsa, amiamo di corsa, respiriamo di corsa e siamo tentati di trattenere il respiro continuamente, abbiamo paura di rallentare, di perdere il ritmo, di permetterci il lusso di fermarci, anche solo un momento, e smettiamo di respirare, di sentire, di vivere...

Qualche anno fa la mia vita ha subito un brusco STOP ed ha ripreso a scorrere più lentamente, stile lumaca, all'inizio è stata molto dura adattarsi, comprendere, accettare, ma poi ho imparato a guardare tutto con occhi nuovi, quando cammini piano mentre tutto intorno a te scorre veloce, superato l'iniziale momento di disagio e la paura di restare indietro, in coda alla maratona, finisci per scorgere quei particolari che prima ti sfuggivano, che erano come macchie colorate che si susseguono dal finestrino di un treno in corda, e scopri che non tutti corrono, che ci sono persone che camminano piano come te e riscopri l'importanza vitale di ogni singolo respiro, che prima davi per scontato...

La vita è un'avventura incredibile, emozionante, sorprendente, difficile... ricordiamoci di respirare a fondo, lentamente, e diamo valore e senso ad ogni respiro, ad ogni singolo istante, momento, giorno...

Commenti

  1. Bellissimo, interessante e liberatorio articolo, utile a me e a chissà quanti altri lettori. Grazie mille per aver condiviso un pezzetto della tua straordinaria vita. A proposito, ho provato tante volte a imparare a respirare ma sono una frana, mi gira la testa, non sono proprio capace.
    Linkerò questo post in un mio post che parla di lentezza.
    Un abbraccio
    sinforosa

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  2. Perdonami, l'avevo pubblicato due volte.

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  3. eccomi arrivo da te proprio grazie al post della mia amica Sinforosa e mi sono persa nelle tue parole perchè sono assai vere
    anche io nella mia vita, qualche anno fa ho avuto uno STOP, tuttora sono sotto controllo, ma sopratutto devo imparare a respirare... come hai ragione...imparare a respirare è una cosa che dovremmo fare tutti...non solo per gli attacchi di panico con il quale devo fare i conti spessissimo , ma imparare ad andare più lentamente come una tartaruga... tanto al traguardo prima o poi ci si arriva...
    penso che gironzolerò un pochino nel tuo blog, posso?
    ti lascio la mia e.mail valeriaavagnina74@gmail.com
    a presto VAleria

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    1. Grazie per la tua condivisione e per la mail, a volte le cose più semplici e naturali risultano le più difficili... da bambini abbiamo semplicità, spontaneità e vita piena, poi perdiamo piccoli pezzi a poco a poco e dobbiamo re-imparare a respirare ed essere pienamente noi stessi

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  4. Cara Maria Laura, hai scritto un post molto utile e interessante, perchè quello che è capitato a te accade a molte persone, quello cioè di soffrire di ansia e, nei casi peggiori, di attacchi di panico. E in molti casi, come dici tu, questo succede per una sorta di "iperattivismo" che ci porta a strafare, elaboriamo programmi nella nostra mente che poi strada facendo ci rendiamo conto essere troppo pesanti e, non riusciendo a compierli, finiamo col sentirci inadeguati e quindi insoddisfatti di noi stessi.
    Col tempo e sopratutto con l'aiuto della Fede ho capito che tutto questo non ha senso.... sono le cosiddette "croci" che ci facciamo da noi stessi, ma che non hanno nulla a che fare con la Croce che Gesù ci chiede di portare con Lui, e che se portata con Lui diviene sopportabile e leggera. Il nostro buon Dio non ci chiede di essere "superattivi", no, questo è quello che crediamo noi.... Lui ci chiede di fare semplicemente il nostro dovere di buoni Cristiani e di onesti cittadini, con impegno e abnegazione certo, ma senza affanni.... e sopratutto con tanto Amore. E di ritagliarci del tempo per stare con noi stessi, col nostro mondo interiore, coi nostri pensieri e con Lui, nel silenzio e nella quiete, per poter sentire la Sua Brezza leggera. Ho capito che passare mezz'ora, un ora, in completa rilassatezza e libertà, con noi stessi e in presenza di Gesà, in realtà ha molto più valore che fare tante cose. Stare in mezzo alla natura, contemplarla, stendersi su un prato e guardare in cielo le nuvole che si rincorrono o le stelle che brillano, rendendo Gloria a Dio per tutto questo, è una cosa che tutti dovremmo fare ogni tanto, poichè anche di questo abbiamo bisogno. E' giusto fare anche delle buone opere, certamente, dedicarsi a delle giuste cause, ma, come detto, senza affanni, considerando tutto questo non come il centro di un quadro (oovvero della nostra vita) ma bensì come la cornice. Il centro del quadro dev'essere la cura della nostra anima e naturalmente il Signore.

    Ciao Maria Laura e scusami se mi sono dilungato un pò. Un caro abbraccio :)

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    1. Ti ringrazio per il tuo commento che condivido in pieno

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