Rosaria, Cosimo e Giastin, tre sorrisi speciali di Dio per noi


Qualche settimana fa una mia amica mi ha mandato un video su WhatsApp, questo video che vedete sotto e proprio dal video voglio iniziare, guardatelo prima di proseguire la lettura....

Lo avete visto? Bene, non so che sensazioni ed emozioni avete provato, a me è arrivata una brezza fresca e leggera di gioia e sorrisi, non conoscevo la storia, così ho fatto una ricerca per approfondire e sono rimasta... senza parole, muta, non sapevo se ridere di meraviglia o piangere, chissà perché le cose più belle hanno anche questo velo di tristezza e malinconia. Questa giovane ragazzina mi ha conquistato, tutto mi ha sorpreso, anche il nome: Giastin, ma mamma Carolina e papà Giuseppe sono stati benedetti tre volte, pur se il dolore non è mancato, non è stato il protagonista di questa storia.
Giastin, Rosaria e Cosimo, i tre fratellini Gravina di Foggia, sono nati con una grave patologia: amiotrofia spinale, una delle malattie legate alla degenerazione delle cellule delle corna anteriori del midollo spinale deputate all'innervazione motoria della muscolatura scheletrica, una malattia genetica grave con differenti forme, che impedisce la deambulazione autonoma e comporta importanti deficit respiratori, di entità diverse a seconda di quanto è coinvolta la muscolatura, ma i problemi sono diversi e i bambini vanno assistiti in tutto. I problemi respiratori sono quelli che possono degenerare e rendere la prognosi infausta. Nascere e vivere con questa diagnosi è una croce molto difficile da accettare e da portare, sia per i bambini sia per i genitori, ma in casa Gravina queste tre creature l'hanno non solo accettata ma hanno vissuto ogni giorno col sorriso, vivendo pienamente secondo le loro possibilità e portando gioia ed entusiasmo per la vita, così come mi ha trasmesso in video Giastin.



Oltre alla voglia di vivere, al sorriso, Rosaria, Giastin e Cosimo hanno vissuto con fede autentica e amore la loro vita, come un dono e non come una disgrazia, fino alla fine quando sono tornati tutti e tre nell'Amore che li aveva pensati, creati e amati esattamente così.
Lo so, è difficile accettare che anche i bambini possano ammalarsi, soffrire e morire, ognuno di noi farebbe il possibile e anche oltre per impedirlo, ma è la vita che è fatta così, che prevede anche il dolore, non ci piace, lo rifiutiamo, ma c'è e negarlo non aiuta ad affrontarlo, a viverlo senza esserne schiacciati e ad andare oltre, il nostro sguardo, come durante la Passione di Cristo, si ferma sempre sulla Croce, sul dolore, come un grosso masso che ti ostruisce il cammino e che è tanto grosso che non riesci nemmeno a vedere cosa c'è dopo e se c'è ancora un cammino, per quanto ne sappiamo in quel momento, il masso potrebbe aver distrutto tutto e potrebbe non esserci nulla dopo, solo distruzione, dolore e morte... ma non è così, anche se quando lo viviamo quel dolore sembra insopportabile, sembra distruggere in un istante tutta la nostra vita e pensi di non farcela a continuare a vivere, non riesci nemmeno ad immaginare un "dopo", è solo un masso enorme sulla strada, non interrompe la vita, possiamo superarlo e vivere, la forza della vita è più forte della morte e ci spinge avanti anche quando non penseresti mai di potercela fare, la Croce, la morte e il dolore non sono le ultime parole nella nostra vita, sono presenti e ci fanno male, ci terrorizzano, fanno tremare, ma non sono la fine, Gesù è Risorto, questa è la chiave di volta nel nostro cammino, il centro, la lente con cui rileggere il nostro cammino e Rosaria, Giastin e Cosimo lo hanno compreso, accettato e vissuto pienamente.
Oltre all'amiotrofia i bambini avevano un importante deficit immunitario che li metteva a rischio di contrarre virus e infezioni molto serie, questo li ha costretti a trascorrere in casa molti mesi, eppure non si lasciano spegnere dalla situazione, al contrario, si sono affidati totalmente a Dio ed hanno vissuto la loro vita a colori, Giastin era la più creativa, scriveva poesie e dipingeva, visitate il sito a lei dedicato http://giastin.altervista.org/index.htm e potrete leggere e guardare le sue creazioni.
Grazie alla loro determinazione hanno ottenuto di poter studiare a casa e vivevano con gli occhi della fede cercando di rendere felice Gesù, con cui parlavano apertamente, con semplicità, come con l'amico più caro, proprio come dovremmo fare ognuno di noi. Giastin dei tre era dotata di una simpatia ed ironia disarmanti, il video ve lo mostra chiaramente, sognava di danzare e toccare la neve, pur sapendo che era impossibile, sapeva che la malattia poteva impedirle di danzare ma non di sognare ed essere libera nel suo cuore, così rispondeva a volte vorremmo essere migliori per gli altri, ma basta procurarsi un paio di ali e siamo perfetti per Dio, questa è l'unica cosa che conta.



I fratelli Gravina hanno vissuto una vita semplice e più normale possibile, pur con tutte le problematiche della loro malattia, accompagnati e assistiti con l'amore grande dei loro genitori, fino al giorno in cui hanno dovuto lasciarli andare via, uno dopo l'altro. Giastin è stata l'ultima a partire per il cielo, ha imparato a leggere e scrivere a 5 anni, incoraggiata e sostenuta dalla sorella Rosaria, che, per lei, era un grande esempio, ha scritto sempre, tranne per un lungo periodo dopo la nascita al cielo della sorella, la sua grandezza d'animo e i suoi pensieri sono racchiusi in un libro, ...e continuo a volare, che alla prima occasione prenderò certamente. Alla memoria di Giastin è stato istituito un premio nel 2004 (Giastin è nata in cielo il 21 febbraio - giorno del mio compleanno - 2004) ad Asti per le poesie migliori scritte dai ragazzi piemontesi. Giastin stessa ha preparato il suo funerale come il giorno della sua festa più bella, perché incontrava il suo Amore mettendo le ali per raggiungerlo, ebbene durante la celebrazione un uomo sconvolto ha avuto una visione (riportata in questo articolo https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/2017/03/01/andare-davanti-allo-specchio-e-dire-quanto-sono-bella-potessi-fare-pure-schifo-perche-mo-ve-lo-spiego-io/ in cui vedeva degli angeli portare il corpo di Giastin a Maria e Gesù e poi Gesù lo ha lanciato verso l'alto consegnandola al Padre. Quando la mamma è venuta a saperlo qualche giorno dopo ha detto che era la storia che lei si era inventata per mettere a letto i suoi figli e consolarli quando le chiedevano come sarebbe stato il giorno della loro partenza verso il cielo! Io vi ho raccontato in generale, ma ora vorrei che ascoltaste la mamma parlare di questi tre angeli... mi ha colpito questa frase: < Dovrebbe essere il contrario, un genitore che porta i figli a Dio, ma sono stati loro a portarmi a Dio >.


A conclusione del post riporto una preghiera scritta da Giastin... probabilmente per i tre fratelli Gravina sarà aperta una causa di beatificazione perché nell'ordinarietà della loro malattia hanno testimoniato cosa significa affidarsi e fidarsi di Dio e amarlo sopra ogni cosa.

Il centro della mia vita

Signore,
il centro della mia vita sei Tu.
Dal primo raggio di sole
che batte sul mio cuscino,
fino all'ultimo respiro di una giornata,
Tu sei con me.
Al mattino,
quando apro la finestra,
la rugiada mi accarezza i capelli,
nel mio cuore ci sei Tu
che accarezzi la mia anima.
Quando il mio albero si veste in festa,
i miei occhi brillano di gioia,
la mia gioia sei Tu.
Quando cade la neve,
come farfalle che danzano nel cielo,
il tuo calore mi riscalda il cuore.
Sei il mio alito di vita,
il mio incessante battito,
la mia linfa quotidiana,
la luce della mia anima,
la mia forza giornaliera,
la mia gioia infinita,
sei il mio tutto.
Signore sei sempre tutto per tutti.
Ti prego, 
fai in modo che 
noi non possiamo mai fare a meno di Te,
perché, se noi viviamo in Te,
Tu vivi in noi.

Giastin Gravina

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