Iniziative solidali: DOKITA per i bambini ultimi dell'Africa e dell'America Latina


(Fonte immagine e post http://www.dokita.org)

In questi giorni è in corso, fino al 21 gennaio, la campagna di sms/telefonate solidali al 52282 per sostenere i progetti portati avanti da DOKITA, una Onlus nata inizialmente per rispondere ai bisogni sanitari dei bambini africani, ma che, lavorando sul territorio, ha scoperto altri bisogni urgenti che richiedevano risposte immediate e non solo in Africa.
In questi ultimi mesi il problema dell'immigrazione di massa verso l'Europa, in condizioni oltre che precarie, favorita sicuramente dai cosiddetti "mercanti di vite umane" con finalità che, qualora confermate, sono agghiaccianti, come la pedofilia, il traffico di organi, persone, adulti e bambini, che arrivano e vengono inghiottiti nel buio, finiti nella morsa di crimini terribili come l'abuso sessuale, la prostituzione fino ad essere usati come pezzi di ricambio per i ricchi in lista di attesa per i trapianti e che abbandonano la via legale per pagare i criminali e i corrotti.
Apro una piccola parentesi perché è bene sottolineare che la procedura legale dei trapianti è molto seria e rigida, ci sono dei tempi, dei protocolli da rispettare, una lista per gravità dei pazienti in attesa, un coordinamento nazionale e internazionale che regola espianto e donazione, mettendo in contatto equipe che preleva ed equipe che riceve, delle procedure che precedono l'espianto e che devono documentare (non esiste il passaggio a voce, ma esami, cartelle, ecc) la morte cerebrale del paziente donatore, che significa che il cervello, centro della vita, è morto e che la persona non può più risvegliarsi o guarire, ma è morta e nel giro di poco tempo cederanno gli altri organi, con o senza le macchine, infatti il lasso di tempo in cui questi possono essere espiantati è breve, non infinito, una volta che l'organismo inizia a cedere non è più possibile, anche per questo sarebbe opportuno che la scelta di diventare donatore venga fatta prima della morte, perché i familiari già devono affrontare che il proprio caro è morto, dover decidere anche per la donazione per molti è veramente troppo! Ho voluto specificare la cosa perché ho letto sui social e sui giornali che molte persone non vogliono dare il consenso alla donazione perché hanno il terrore che, in caso di evento traumatico e stato di incoscienza, non vengano curati, anzi venga causata la morte per estrarre gli organi, cosa che può forse essere una trama per film horror ma è impossibile nella realtà, perché per poter espiantare serve il consenso della persona (dato precedentemente tramite carta d'identità, come ho chiesto e fatto io) oppure dai familiari firmando appositi moduli, dopo si attiva tutta una procedura che è documentata e rintracciabile, dopo l'espianto il corpo viene restituito ai familiari per il funerale e la sepoltura (anche questo è documentato con il certificato di morte e di sepoltura in tot luogo).
Chi rischia seriamente di finire nel traffico sotterraneo e illegale di organi è chi arriva qui e non viene registrato, per cui non risulta da nessuna parte, nessun documento, nessuna firma e che sparisce nell'oscurità, nessuno denuncia la scomparsa e nessuno lo cerca, quindi, dopo essere stato usato come pezzo di ricambio, viene seppellito chissà dove. Combattere la criminalità in tutte le sue forme non spetta direttamente a noi, anche se, in caso di informazioni, siamo chiamati a collaborare tutti, ma combattere l'ignoranza e favorire la solidarietà, in tutte le sue splendide espressioni, questo è responsabilità di ciascuno di noi, quindi, vi prego, non diffondiamo notizie false sui trapianti per paure infondate, ci sono moltissime persone in tutto il mondo che possono essere salvate da un trapianto e che vivono un calvario per arrivare vivi, molti purtroppo non ce la fanno, tra cui anche bambini, in Italia c'è sempre maggiore sensibilità verso questo tema e il numero di trapianti è aumentato, per cui cerchiamo di migliorare e non di tornare indietro, se capita un evento che ci causa la morte cerebrale (incidente col motorino senza casco, incidente d'auto con grave trauma cranico - tipo impatto col parabrezza o sbalzato fuori dall'auto perché senza cintura, emorragia cerebrale, aneurisma ecc) non abbiamo speranza di vita (diversamente nel coma reversibile o nello stato vegetativo permanente) e nella tomba i nostri organi non ci servono (nemmeno nel Paradiso, come ho sentito personalmente qualche commento!), quindi da una tragedia per i nostri cari può nascere una concreta speranza per altre persone, una nuova opportunità di vita per chi riceverà quegli organi, per cui, se la sola motivazione della solidarietà umana non vi basta, pensate a questo: potete far nascere qualcosa di buono e bello lì dove sembra esserci solo dolore e disperazione. 
Ritornando a DOKITA, questa Onlus è nata nel 1988 per supportare l'attività dei Missionari della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione e sono tanti gli ambiti di intervento cui si rivolgono: salute, educazione, povertà, disabilità, emarginazione sociale, carcere, ecc... Come sapete essere poveri in determinati paesi africani è non solo, non significa solo morire di fame ma essere esclusi da tutto, non contare nulla, non poter andare a scuola per un futuro migliore, non accedere alle cure sanitarie (laddove esistono delle strutture sanitarie più o meno organizzate), in certe culture si ricorre allo sciamano, oppure ci sono degli ambulatori ma mancano farmaci e vaccini, insomma essere poveri è una condanna a morte sotto ogni profilo, spesso questo porta a decisioni disperate come vendersi o vendere i propri figli alla prostituzione, o come bambino soldato o alla criminalità o milizie combattenti. 
Io sono dell'idea che il primo modo di aiutare è cambiare dal di dentro certe condizioni, ovvero aiutare queste popolazioni a casa loro, collaborando con le Onlus e Ong per costruire ospedali, scuole, fornire cibo, cure e assistenza medica, supporto sociale ed economico fino all'indipendenza, favorire nuove opportunità di lavoro locale, nell'agricoltura, nell'industria tessile, ecc... Educare non solo i bambini a scrivere, leggere e far di conto, ma anche gli adulti al rispetto ed alla protezione dei più deboli, al rispetto della donna ed alla sua inclusione sociale, alla paternità e maternità responsabili col controllo delle nascite (evitando gravidanze a ripetizione spesso dopo violenze sessuali), con la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, ecc... L'educazione svolge un ruolo primario e fondamentale per cambiare certe modalità distorte, che passano come cultura ma che con essa non hanno nulla a che fare, e permetterne di nuove basate sul rispetto reciproco e sulla collaborazione, se le donne fin da piccole sono cresciute in un contesto di totale assenza di rispetto e amore, in cui vengono trattate come oggetti da usare e gettare e non conoscono altro, in cui vengono mutilate ai genitali perché così hanno imparato dalle madri e dalle nonne, tenderanno a ripetere e portare avanti certi abominio e sradicare tutto questo è molto difficile e non viene favorito localmente né singolarmente, per questo è molto importante l'aiuto di tutti noi, anche poco, un sms o una telefonata, per portare avanti e realizzare i PROGETTI (http://www.dokita.org/cosa-facciamo/) di DOKITA. 
Sono tante le Onlus e Ong attive che mettono delle pezze alle mancanze degli stati, ma il loro aiuto è prezioso e non possono fare quello che fanno senza la collaborazione di tutti noi, per cui non giriamoci dall'altra parte!

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